L’Aquila - La seduta del Consiglio regionale incentrata all'esame del provvedimento di aumento dell'addizionale Irpef per coprire il buco della sanità abruzzese è cominciata in modalità non tradizionali, mai accadute prima: la maggioranza di centrodestra si è riunita nell'insolita location della Sala Ipogea, sempre all'interno di palazzo dell'Emiciclo, sede dell'assemblea all'Aquila, mentre le opposizioni, sindacati, sindaci e cittadini stanno continuando la occupazione della sala Spagnoli, l'aula dove solitamente si riunisce la massima assire regionale, in segno di protesta contro l'aumento delle tasse.
Uno scenario che ha creato ancora più polemiche e tensioni che si sono aggiunte al clima innescato dalla manifestazione che è ancora in atto nel piazzale di palazzo dell'Emiciclo. Con i due poli ancora più distanti con accuse reciproche a partire dalle accuse di violenza nei confronti delle forze dell'ordine da parte dei manifestanti pronunciate dal centrodestra e con il centrosinistra che ha sostenuto che nessuna violenza c'è stata e che nessuno si è fatto male. "C'è stata una piccola forzatura per entrare dalla porta principale senza nessuna conseguenza - ha spiegato il capogruppo del M5S, Francesco Taglieri -, la vergogna vera è che la maggioranza non ha voluto il confronto dicendo le bugie sulle audizioni che abbiamo voluto noi, la realtà è che sono andati a fare il Consiglio in un altra sala violando gravemente il regolamento. Il centrodestra continua a dire bugie dal momento che sapevano da tempo dalle proiezione del Mef del buco della sanità nasconderlo a tutti, anche al loro interno e decidendo unilateralmente. E' una vergogna".
"Il Consiglio regionale è l'organo della rappresentanza democratica della Regione, recita l'articolo 13 dello Statuto regionale. Quanto accaduto oggi nel Palazzo dell'Emiciclo a L'Aquila, rappresenta, purtroppo, una grave violazione di questi principi. La manifestazione organizzata dalle opposizioni, sfociata nell'occupazione della Sala del Consiglio regionale, ha evidenziato un atteggiamento profondamente antidemocratico da parte della sinistra che, priva di proposte concrete per l'Abruzzo, ha scelto di sottrarsi al confronto e al dibattito istituzionale. Un assalto in stile squadrismo rosso: l'ingresso dell'aula è stato forzato e il personale addetto alla sicurezza spintonato. Azioni di questo tipo offendono le istituzioni e tradiscono lo spirito del confronto democratico. Chi crede nel valore delle regole e nella dialettica politica non può che condannare con fermezza simili comportamenti". Lo afferma il senatore abruzzese di Fratelli d'Italia, Etelwardo Sigismondi.
La protesta pacifica e democratica di tante e tanti abruzzesi ha costretto la destra a riunirsi alla chetichella nel chiuso di un bunker per tassare e tartassare i cittadini. Una protesta civile, pacifica e democratica, da parte di persone perbene, che oggi a L’Aquila hanno fatto sentire il loro “no” a una politica fatta di lustrini e belletti ma priva di qualsiasi ancoraggio alla realtà, una politica che offre una sanità disastrata e ne fa pagare il conto a tutti aumentando l’Irpef. Lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani e sindaci con le fasce tricolori hanno gridato la propria contrarietà a questo modus operandi, dicendo basta alle leggi mancia, agli allenamenti del Napoli a spese del contribuente, ai festival trasformati in passerelle per i politici che li finanziano e alle sagre da strapaese. E’ surreale sentire alcuni membri della destra regionale parlare di squadrismo e di presunte violenze. Si vergognino, e quando parlano di squadrismo piuttosto guardino bene dentro l’ album della loro famiglia politica.
Dopo 6 anni di nulla, ora mettono le mani in tasca agli abruzzesi.Marsilio e i suoi amici hanno fallito. Si dimettano. lo affermano Daniele Marinelli, segretario regionale Pd Abruzzo Michele Fina, senatore del Pd, Luciano D’Alfonso, deputato del Pd.
"Questa protesta non terminerà oggi, continueremo questa battaglia per salvare la sanità pubblica, tutti insieme. Dobbiamo cambiare il destino degli abruzzesi che sono costretti a pagare le tasse per una fallimentare gestione del centrodestra e dei manager. Dobbiamo partire da qui per riprendere la redini di questa Regione". E' il tono degli interventi dei consiglieri di minoranza che nella sala occupata stanno manifestando insieme ai sindacati e ai cittadini contro l'aumento delle tesse per coprire il buco della sanità nel 2024. In particolare, a parlare davanti ai manifestanti sono stati consigliere del Pd Pierpaolo Pietrucci e il consigliere Giovanni Cavallari di Abruzzo Insieme. "La maggioranza è fuggita via - dice Pietrucci - per non confrontarsi con i cittadini”.
"Parole vergognose queste: meno male che oggi c'erano i mass media che hanno ripreso l'intero svolgimento della pacifica occupazione del consiglio regionale da parte dei sindacati dei partiti e dei cittadini stanchi di tante bugie.
Gli unici che oggi hanno subito violenza sono i lavoratori e i pensionati a cui il voto in consiglio di oggi del centro destra consegna maggiore povertà a fine mese e gli stessi servizi che non funzionano.
E con queste parole dure come macigni, bugie soprattutto, invece di tendere la mano le istituzioni infliggono la seconda coltellata al cuore ai sindacati che ringrazio a nome di Sinistra Italiana Abruzzo.
La loro partecipazione oggi e' stata fondamentale: hanno ricordato a questo centrodestra che i cittadini Abruzzesi non ce la fanno più di assistere inermi alla distruzione della loro Regione e alle loro continue bugie, il debito lo hanno prodotto loro e vogliono scaricarlo sulle spalle degli ultimi.
In una sede regionale oggi svuotata e in cui Marsilio e compagnia si sono trincerati in un bunker perché spaventati dal confronto democratico con le opposizioni questo indegno finale ci lascia sconcertati.
MARSILIO DIMETTITI"
Daniele Licheri - Segretario Regionale Sinistra Italiana Abruzzo