LETTERA APERTA
Ormai è noto che non si riesce a contenere il fenomeno del femminicidio, dopo un breve periodo di speranza con l'entrata in vigore del codice rosso e le applicazioni delle restrizioni, oggi, purtroppo è una triste realtà.
Scuola, famiglia, istituzioni, forze dell'ordine, associazioni, fanno ciò che possono, ma è evidente che non basta!
Investire sul benessere affettivo e sociale degli studenti diventa una necessità primaria, per poter contrastare questa piaga partendo dalle scuole. L'educazione non può basarsi su nozioni tecniche ma deve impartire conoscenze trasversali più ampie, incentrate sulla persona e le capacità relazionali, con l'educazione emotiva, la sensibilizzazione, il rispetto e le conseguenze degli abusi oltre il fatto che sarebbe indispensabile, creare uno spazio per coinvolgere anche le famiglie, troppo spesso colpevolizzate e bistrattate, ma non fornite di strumenti per affrontare le situazioni... Lo scopo primario è quello di formare giovani capaci di gestire le proprie emozioni e le relazioni sentimentali, ma concedetemi di dire che con un'ora di educazione sentimentale alla settimana nelle scuole, è ridicolo pensare di giungere a un risultato, è come correre per strada a occhi chiusi. Non basta, no, non è sufficiente e non bisogna essere scienziati per comprenderlo! Lo dico con immenso dispiacere onorevole Valditara, mi rivolgo a lei, abbiamo bisogno di qualcosa di incisivo e in fretta. Doniamo a questa emergenza l'importanza che merita! Altro importante obiettivo è quello di accompagnare le donne verso il diritto di tutela con strumenti giuridici, formazione, incontri atti a riconoscere il pericolo e di conseguenza a proteggersi e salvarsi.
Il giorno che una donna riuscirà a salvarsi riconoscendo e affrontando la violenza senza morire o essere traumatizzata psicologicamente o fisicamente sarà un giorno migliore.
Voglio ricordare che l'associazione "Il Guscio" contro la violenza di ogni genere, di Roseto degli Abruzzi, oltre a gestire due sportelli di ascolto, a seguire e supportare le vittime con percorsi psicologici e legali, a fare prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole nelle parrocchie, nei comuni che lo richiedono, con questionari studiati per l'educazione emotiva dei giovani, con docufilm, mostre fotografiche, concorsi letterari, convegni, seminari, corsi di autodifesa, ha il telefono attivo 24 ore su 24...tutto gratuitamente, siamo volontari che spendono la loro vita per salvare quella degli altri.
Andreina Moretti
presidente dell'associazione "Il Guscio"