Teramo - Un viaggio alla scoperta delle radici del blues. Fra brani originali e interpretazioni di classici rivisitati in chiave moderna. The Cradle Blues Band presenta con questo format, sabato 5 aprile, a partire dalle ore 22, nell’auditorium Santa Maria Bitetto, in via Stazio, a Teramo, il suo secondo album, “Urban Holiday”.
Lo spettacolo, che alterna all’esecuzione di cover e canzoni scritte e arrangiate dalla band un reading che ripercorre la storia del blues dagli anni Venti del secolo scorso in poi, dura circa un’ora e mezzo e intende far rivivere agli spettatori le emozioni e il groove di una musica ancora oggi molto attuale, la cosiddetta “musica del diavolo”, che nel corso dell'ultimo secolo ha influenzato migliaia di musicisti in tutto il mondo e dato l'impronta a decine di generi primo fra tutti il rock.
A questo secondo album, composto da otto canzoni (di cui sei pezzi originali e due classici di Blind Lemon Jefferson e Lead Belly), la band è approdata al termine di una lunga ricerca storico-artistica che trae ispirazione dall’ascolto del blues degli anni Venti del secolo scorso e delle sue successive trasformazioni, dall’elettrificazione degli anni Quaranta al revival degli anni Sessanta e Settanta fino alle contaminazioni con altri stili dei giorni nostri.
The Cradle Blues Band - formata da Nicola Catenaro (voce, chitarra acustica, testi), Erminio D'Ambrosio (batteria), Marcello Di Domenicantonio (basso) e Valter Di Giacinto (chitarra elettrica, musiche) ai quali si aggiunge Emanuele Graziano al sax in alcuni brani dell’ultimo album -, è nata nel 2016 con l'obiettivo di esplorare le radici del blues. Il nome della band (“cradle” vuol dire in inglese “culla”) fa riferimento e rende omaggio all'importanza di tale musica, che in origine fu il grido di sofferenza delle comunità di schiavi afroamericani nelle piantagioni del sud degli Stati Uniti.
Robert Johnson, Elmore James, Little Walter, Willie Dixon, Muddy Waters, Howlin Wolf. Sono alcuni dei musicisti ai quali si ispira "The Cradle Blues Band", che interpreta, in maniera personale, i loro intramontabili classici. Canzoni che furono portate alla consacrazione da storiche band degli anni Sessanta come Rolling Stones, Led Zeppelin, Doors e che, ancora oggi, costituiscono la bibbia del blues.